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Dopo l'incendio che colpi Roma nel 64 d.C. , e a lui attribuito, Nerone si fece costruire questa colossale residenza, la quale si estendeva per ben 100 ettari sui colli Palatino, Esquilino e Celio.
Fonti leterarie (Svetonio) la descrivono come una dimora di inimmaginabile bellezza, e ricca di stravaganza; i pannelli dei soffitti erano mobili, per far piovere sugli ospiti fiori e profumi, la sala da prenzo circolare girava senza sosta come l'universo.
Sul lago artificiale dove sorge ora il Colosseo, vasto come un mare venivano serviti banchetti su chiatte; una colossale statua di Nerone dorata ornava il vestibolo, e infine nei numerosi boschi e giardini vi erano belve feroci. Pare però che la vastità di un tale complesso destinato a casa per un solo uomo disturbasse i romani. Anche per questo i successori di Nerone si preoccuparono di distruggerla o di integrarla con gli altri complessi.Sono sopravvissute solo alcune stanze sotto le terme di Traiano, le qualli visitate come grotte durante il rinascimento ispirarono molti artisti.In questo modo nacque lo stile di pittura "grottesche".
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